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Professione Reporter

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Dal 16 aprile 2007 sono tornato a Milano: faccio il vicecaporedattore di City, il quotidiano free press della Rcs. Fino a quella data qui avreste letto soltanto: "Raccolta di articoli (miei) e di riflessioni (sempre mie o in alcuni casi prese in prestito) che altrimenti leggerebbero solo in Puglia (lavoro per il "Corriere del Mezzogiorno", dorso di cronaca pugliese allegato al "Corriere della Sera")". Ah, dimenticavo: tranquilli/e... Sono consapevole del fatto che, per dirla con Indro Montanelli, "noi giornalisti scriviamo sull'acqua e abbiamo una vita effimera, come le farfalle". Infine: devo forse sottolineare che questo blog non è una testata giornalistica e che viene aggiornato senza alcuna periodicità? E pure che, pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della L. n. 62 del 7.03.2001? Scriviamolo, visti i tempi che corrono...

Eccomi

Utente: vinavil
Nome: Marco Brando
Un ex giornalista di provincia ... Ora tornato nella metropoli (beh, Milano - nel suo piccolo - lo è) :-)

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venerdì, ottobre 31, 2008


Là dove c'erano le fragole

14 nov 2003 - Corriere del Mezzogiorno




All'inizio del caso di Scanzano Ionico.



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15340










Postato da: vinavil a 01:24 | link | commenti |
ambiente, articoli, mezzogiorno

martedì, ottobre 28, 2008

SU PARMAOK



Parma: "Lo strano caso di Federico II di Svevia"

Un libro di Marco Brando

VERSIONE INTEGRALE CON INTERVISTA AUDIO:
 CLICCA
----> QUI


PARMA, 27 OTTOBRE - Cosa c'entra Federico II di Svevia, un imperatore medievale scomparso quasi da ottocento anni, con Parma?

A svelarlo è il giornalista Marco Brando nel suo ultimo libro "Lo strano caso di Federico II di Svevia".

“Parma – spiega l’autore - per un certo periodo era stata alleata di Federico II. Ad un certo punto ci fu un cambiamento di rotta all’interno delle fazioni cittadine, la città diventò anti-imperiale e venne a lungo assediata da Federico di Svevia”.

Brando ha ricordato che “è nel vostro stesso stemma comunale, così come negli slogan che si gridano allo stadio, che si trovano le radici di questa antica rivalità. È questo uno degli esempi che denota quanto sia diversa la concezione del personaggio da parte dei parmigiani, genovesi, bresciani ai giorni nostri rispetto a come lo vivono i pugliesi”.

Il volume, pubblicato dalla casa editrice Palomar nella collana “altreStorie”, ha la prefazione di Raffaele Licinio e la postfazione di Franco Cardini, noti storici del Medioevo.

Il suo regno, caratterizzato da una forte attività legislativa, coinvolse anche Parma, fatto che, come ricorda l’autore “dimostra il doppio volto di Federico II”.

Il titolo “Lo strano caso” si rifà proprio a quello del romanzo “Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hide”, proprio perché è un personaggio dal volto cattivissimo o buonissimo, a seconda del bisogno di mito da parte delle popolazioni”.

Federico II, un personaggio dotato di una personalità poliedrica e affascinante, fin dalla sua epoca, ha saputo conquistare le attenzioni dei popoli e ancora oggi è protagonista di miti e memorie, non solo dei pugliesi, popolo da lui amato.

“La sua storia – racconta Brando - tocca molto di più il XX e XXI sec molto di più di quanto abbia toccato i secoli passati, tranne la sua epoca. È vero che in Puglia c’è Castel del Monte, ma ciò che mi ha stupito in tutto il periodo in cui sono stato in Puglia è il forte legame affettivo che lega i pugliesi verso quel personaggio”.

Sono molti gli interrogativi ai quali Marco Brando cerca di dare risposta, uno tra tutti il perché il suo nome ricorre ancora nel dibattito politico italiano.

A questo Brando ha risposto “eredi di un personaggio con la stoffa e la tempra di Federico di Svevia non vedo nessuno nel panorama politico. Viene citato da Bossi e dalla Lega per ovvie ragioni, cioè per il bisogno di radici nel mito. È stato citato spessissimo anche da Rutelli e da D’Alema”.

Federico II era un imperatore “fatto e finito, e secondo la sua logica che non prevedeva la tolleranza come la intendiamo noi nella democrazia. Oggi probabilmente avrebbe assediato non solo qualche città - ha concluso Marco Brando-, come è capitato a Parma otto secoli fa, ma qualche sede di partito”.


(F.G. e I.A.)
27/10/2008

Postato da: MARCOBRANDO a 10:44 | link | commenti |
libri, personaggi, storia, mezzogiorno, medioevo

giovedì, ottobre 23, 2008


IN DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA*


di PIERO CALAMANDREI (1950)







"Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica,intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di previlegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole , perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi,come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili,si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola previlegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare prevalenza alle scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico."


Piero Calamandrei



*Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III congresso dell'Associazione


a Difesa della Scuola Nazionale, a Roma l'11 febbraio 1950








Il testo integrale del discorso: clicca qui




Postato da: vinavil a 14:11 | link | commenti |
politica, personaggi, scuola, istruzione, antifascismo, diritti civili, fascismo, morale, regimi, letto e sottoscritto

mercoledì, ottobre 15, 2008

SUL SITO DI PALOMAR

http://www.edizioni-palomar.it/schedaprodotti.asp?IDProdotto=452

LO STRANO CASO DI FEDERICO II DI SVEVIA

Un mito medievale nella cultura di massa

di Marco Brando

prefazione di Raffaele Licinio

postfazione di Franco Cardini

Il mito dell'Imperatore svevo ha generato speculazioni pseudoscientifiche, diatribe esoteriche, campagne pubblicitarie, persino campagne politiche.

Ma "di chi è" Federico II di Svevia? Della gente, ovvero del senso comune che ne ha mitizzato la figura? Oppure l´imperatore svevo "è" degli storici? Di coloro che cercano di sottrarlo al vorace bisogno di miti manifestato dalla gente per poi restituirlo alla sua reale collocazione nel panorama del Medioevo?


LINK DEL BLOG DEDICATO AL LIBRO:



http://federicosecondodisvevia.splinder.com/

 

Postato da: MARCOBRANDO a 11:34 | link | commenti |
libri, personaggi, storia, giornalismo, nazismo, antifascismo, mezzogiorno, tempi moderni, medioevo, fascismo, altri tempi

sabato, ottobre 11, 2008



IL MIO NUOVO LIBRO




LO STRANO CASO DI FEDERICO II DI SVEVIA




UN MITO MEDIEVALE NELLA CULTURA DI MASSA







Ecco




- dopo SUD EST Vagabondaggi estivi di un settentrionale in Puglia -




il mio nuovo libro.




 La prefazione è di Raffaele Licinio




e la postfazione è di Franco Cardini,




entrambi noti storici del Medioevo.




Il volume è stato pubblicato dalla casa editrice barese Palomar,




nella collana "altreStorie".




---




LINK DEL BLOG DEDICATO AL LIBRO:




http://federicosecondodisvevia.splinder.com/




Postato da: vinavil a 22:44 | link | commenti (2) |
libri, personaggi, storia, culture, costume, mezzogiorno, tempi moderni, guerre, medioevo, altri tempi

mercoledì, ottobre 08, 2008

I progressi della guerra





Nei tempi bui del Medioevo

succedeva a volte

che il re

morisse sul campo di battaglia.



Più tardi, Napoleone

sorvegliava il movimento delle sue truppe

dalla cima di una collina…



Oggi i generali

seguono dai loro uffici

la traiettoria telecomandata dei loro missili

che - molto lontano da lì - colpiranno città

e civili.



(Per evitare i pericoli della guerra

è meglio al giorno d'oggi

farsi

soldato di carriera).



Francis Combes



(Traduzione di Giancarlo Cavallo)

Postato da: vinavil a 15:50 | link | commenti |
poesia, testimonianze, tempi moderni, guerre, assurdità

martedì, ottobre 07, 2008


COME SI FA AD APRIRE


UN CONTO PRESSO


LA BANCA DEL VATICANO?






"Il crollo delle banche dimostra che i soldi scompaiono, sono niente. Deve ricordarlo chi costruisce la propria vita solo su carriera e successo". Lo ha detto Benedetto XVI aprendo i lavori del sinodo dei vescovi sulla Bibbia. "La parola di Dio - ha aggiunto - e' la sola realta' solida". (Agr)



Mi è venuta un'idea a proposito di un investimento sicuro: qualcuno sa come si apre un conto corrente allo Ior? Avevo un contatto con monsignor Marcinkus e si è tasferito nell'Aldilà. Però - se qualcuno mi venisse incontro - sarei più tranquillo.



Mi risulta che la cosiddetta "banca del Vaticano" - l'Istituto per le opere religiose - abbia una sola sede, nel torrione di Niccolò V( a sua volta addossato al Palazzo di Sisto V, residenza del Pontefice) all'interno dello Stato della Città del Vaticano.



Lo IOR hai 130 dipendenti, un patrimonio stimato (nel 2008) di 5 miliardi di euro, 44 mila conti correnti (riservati a dipendenti vaticani, ecclesiastici ed una ristretta quantità di enti privati). Rilevanti sono gli investimenti esteri, in prevalenza in titoli di Stato o portafogli a basso rischio. Gli interessi medi annui oscillano dal 4 al 12%. Non esistendo tasse all'interno dello Stato vaticano, si tratta di rendimenti netti.



Una pacchia.





Postato da: vinavil a 12:52 | link | commenti (2) |
religione, consumi, soldi, società, morale

venerdì, ottobre 03, 2008

Il razzismo? E' trendy



Mi sconvolge il razzismo che monta in questo Paese, che oltre tutto è stato per decenni e decenni vittima di tale "sentimento" e non ha imparato nulla da quell'esperienza.


Mi spaventa la naturalezza che con cui il razzismo mentale si trasforma in veri atteggiamenti da Ku Klux Klan, anche da parte di chi lavora per le cosiddette "forze dell'ordine". Sembra quasi che sia diventato di monda, che sia trendy.


E, com'è noto, seguire una moda ci fa sentire virtualmente membri di un grande branco e preventivamente "giustificati".


Morale: queste storie sono uno dei risultati più drammatici della crisi morale nostrana.

Postato da: vinavil a 13:51 | link | commenti |
riflessioni, tempi moderni, razzismo, società, assurditÃ