
Dal 16 aprile 2007 sono tornato a Milano: faccio il vicecaporedattore di City, il quotidiano free press della Rcs. Fino a quella data qui avreste letto soltanto: "Raccolta di articoli (miei) e di riflessioni (sempre mie o in alcuni casi prese in prestito) che altrimenti leggerebbero solo in Puglia (lavoro per il "Corriere del Mezzogiorno", dorso di cronaca pugliese allegato al "Corriere della Sera")". Ah, dimenticavo: tranquilli/e... Sono consapevole del fatto che, per dirla con Indro Montanelli, "noi giornalisti scriviamo sull'acqua e abbiamo una vita effimera, come le farfalle". Infine: devo forse sottolineare che questo blog non è una testata giornalistica e che viene aggiornato senza alcuna periodicità ? E pure che, pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della L. n. 62 del 7.03.2001? Scriviamolo, visti i tempi che corrono...
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Nome: Marco Brando
Un ex giornalista di provincia ... Ora tornato nella metropoli (beh, Milano - nel suo piccolo - lo è)
:-)
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IN DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA* di PIERO CALAMANDREI (1950) "Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica,intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di previlegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole , perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi,come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili,si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola previlegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare prevalenza alle scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico." Piero Calamandrei *Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III congresso dell'Associazione a Difesa della Scuola Nazionale, a Roma l'11 febbraio 1950

SUL SITO DI PALOMAR
http://www.edizioni-palomar.it/schedaprodotti.asp?IDProdotto=452

LO STRANO CASO DI FEDERICO II DI SVEVIA
Un mito medievale nella cultura di massa
di Marco Brando
prefazione di Raffaele Licinio
postfazione di Franco Cardini
Il mito dell'Imperatore svevo ha generato speculazioni pseudoscientifiche, diatribe esoteriche, campagne pubblicitarie, persino campagne politiche.
Ma "di chi è" Federico II di Svevia? Della gente, ovvero del senso comune che ne ha mitizzato la figura? Oppure l´imperatore svevo "è" degli storici? Di coloro che cercano di sottrarlo al vorace bisogno di miti manifestato dalla gente per poi restituirlo alla sua reale collocazione nel panorama del Medioevo?
LINK DEL BLOG DEDICATO AL LIBRO: http://federicosecondodisvevia.splinder.com/
IL MIO NUOVO LIBRO LO STRANO CASO DI FEDERICO II DI SVEVIA UN MITO MEDIEVALE NELLA CULTURA DI MASSA Ecco - dopo SUD EST Vagabondaggi estivi di un settentrionale in Puglia - il mio nuovo libro. La prefazione è di Raffaele Licinio e la postfazione è di Franco Cardini, entrambi noti storici del Medioevo. Il volume è stato pubblicato dalla casa editrice barese Palomar, nella collana "altreStorie". --- LINK DEL BLOG DEDICATO AL LIBRO: http://federicosecondodisvevia.splinder.com/
I progressi della guerra
Nei tempi bui del Medioevo
succedeva a volte
che il re
morisse sul campo di battaglia.
Più tardi, Napoleone
sorvegliava il movimento delle sue truppe
dalla cima di una collina…
Oggi i generali
seguono dai loro uffici
la traiettoria telecomandata dei loro missili
che - molto lontano da lì - colpiranno città
e civili.
(Per evitare i pericoli della guerra
è meglio al giorno d'oggi
farsi
soldato di carriera).
Francis Combes
(Traduzione di Giancarlo Cavallo)
COME SI FA AD APRIRE UN CONTO PRESSO LA BANCA DEL VATICANO?

"Il crollo delle banche dimostra che i soldi scompaiono, sono niente. Deve ricordarlo chi costruisce la propria vita solo su carriera e successo". Lo ha detto Benedetto XVI aprendo i lavori del sinodo dei vescovi sulla Bibbia. "La parola di Dio - ha aggiunto - e' la sola realta' solida". (Agr)
Mi è venuta un'idea a proposito di un investimento sicuro: qualcuno sa come si apre un conto corrente allo Ior? Avevo un contatto con monsignor Marcinkus e si è tasferito nell'Aldilà. Però - se qualcuno mi venisse incontro - sarei più tranquillo.
Mi risulta che la cosiddetta "banca del Vaticano" - l'Istituto per le opere religiose - abbia una sola sede, nel torrione di Niccolò V( a sua volta addossato al Palazzo di Sisto V, residenza del Pontefice) all'interno dello Stato della Città del Vaticano.
Lo IOR hai 130 dipendenti, un patrimonio stimato (nel 2008) di 5 miliardi di euro, 44 mila conti correnti (riservati a dipendenti vaticani, ecclesiastici ed una ristretta quantità di enti privati). Rilevanti sono gli investimenti esteri, in prevalenza in titoli di Stato o portafogli a basso rischio. Gli interessi medi annui oscillano dal 4 al 12%. Non esistendo tasse all'interno dello Stato vaticano, si tratta di rendimenti netti.
Una pacchia.
Il razzismo? E' trendy

Mi sconvolge il razzismo che monta in questo Paese, che oltre tutto è stato per decenni e decenni vittima di tale "sentimento" e non ha imparato nulla da quell'esperienza.
Mi spaventa la naturalezza che con cui il razzismo mentale si trasforma in veri atteggiamenti da Ku Klux Klan, anche da parte di chi lavora per le cosiddette "forze dell'ordine". Sembra quasi che sia diventato di monda, che sia trendy.
E, com'è noto, seguire una moda ci fa sentire virtualmente membri di un grande branco e preventivamente "giustificati".
Morale: queste storie sono uno dei risultati più drammatici della crisi morale nostrana.