
Dal 16 aprile 2007 sono tornato a Milano: faccio il vicecaporedattore di City, il quotidiano free press della Rcs. Fino a quella data qui avreste letto soltanto: "Raccolta di articoli (miei) e di riflessioni (sempre mie o in alcuni casi prese in prestito) che altrimenti leggerebbero solo in Puglia (lavoro per il "Corriere del Mezzogiorno", dorso di cronaca pugliese allegato al "Corriere della Sera")". Ah, dimenticavo: tranquilli/e... Sono consapevole del fatto che, per dirla con Indro Montanelli, "noi giornalisti scriviamo sull'acqua e abbiamo una vita effimera, come le farfalle". Infine: devo forse sottolineare che questo blog non è una testata giornalistica e che viene aggiornato senza alcuna periodicità ? E pure che, pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della L. n. 62 del 7.03.2001? Scriviamolo, visti i tempi che corrono...
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Nome: Marco Brando
Un ex giornalista di provincia ... Ora tornato nella metropoli (beh, Milano - nel suo piccolo - lo è)
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(ANSA) - MILANO, 1 AGO - Un uomo di 54 anni, N.C., titolare di un'impresa di pulizie, è stato arrestato dai carabinieri di Busto Garolfo (Milano) con l'accusa di violenza sessuale nei confronti di una dipendente di 39 anni per un fatto avvenuto la sera del 24 luglio scorso all'interno del municipio di San Giorgio su Legnano (Milano), di cui la ditta curava la pulizia. Dopo aver atteso che un agente della polizia locale si allontanasse, N.C. avrebbe iniziato a "molestarla con apprezzamenti lascivi e con esplicite proposte sessuali, accompagnate da proposte di migliori condizioni di lavoro", come si legge nell'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Milano Marina Zelante, e poi sarebbe passato ai fatti, pretendendo con la forza un rapporto orale, dopo aver chiuso a chiave l'uscita della stanza in cui i due si trovavano. "Muoviti, apri la bocca", le avrebbe intimato dopo averla presa per il collo e per un braccio, con i pantaloni abbassati. La donna avrebbe ceduto, data l'inferiorità fisica, ma avrebbe anche reagito sferrando un morso alle parti intime del suo datore di lavoro, tanto da lasciargli evidenti segni con l'arcata dentale, provocandogli "lesioni epiteliali-vascolari con immediate perdite ematiche".
L'aspirante 'Lorena Bobbit', dopo aver lasciato l'uomo dolorante che gridava 'Mamma che male! Mamma che male!', il giorno dopo ha sporto denuncia, convinta da una collega con cui si era confidata, e dando così avvio all'inchiesta del pm di Milano Edi Pinatto. A provare la dinamica del fatto, secondo gli inquirenti e il gip Marina Zelante che ha firmato la misura degli arresti domiciliari (il pm aveva chiesto il carcere), ci sono proprio quei segni inequivoci lasciati dai denti della donna sul pene dell'uomo. N.C. ha dichiarato, agli ufficiali di polizia giudiziaria che l'hanno arrestato, che la sua ditta ha circa 150 dipendenti, di cui circa 120 donne. Gli inquirenti ora si aspettano che qualche altra dipendente possa sporgere denuncia.
L'uomo, interrogato dai carabinieri, ha dichiarato che il rapporto orale sarebbe stato deciso in accordo tra i due. Il gip Zelante rileva invece come "la circostanza che la vittima sia stata costretta a consumare un rapporto orale contro la sua volontà si desume inequivocabilmente dai rilievi fotografici effettuati dai carabinieri". Il glande dell'indagato, infatti, "estremamente arrossato presenta delle ecchimosi e delle ferite lacero-contuse che appaiono direttamente e sicuramente riconducibili al morso inferto dalla vittima", la quale si era opposta al rapporto. "Diversamente - argomenta il giudice - non è dato comprendere per quale motivo una donna, asseritamente consenziente, avrebbe dovuto infliggere tali lesioni che con certezza, per nozione di comune esperienza, hanno provocato un dolore incompatibile con il piacere raggiunto dall'indagato, come da questi in modo inverosimile dichiarato". (ANSA).