
Dal 16 aprile 2007 sono tornato a Milano: faccio il vicecaporedattore di City, il quotidiano free press della Rcs. Fino a quella data qui avreste letto soltanto: "Raccolta di articoli (miei) e di riflessioni (sempre mie o in alcuni casi prese in prestito) che altrimenti leggerebbero solo in Puglia (lavoro per il "Corriere del Mezzogiorno", dorso di cronaca pugliese allegato al "Corriere della Sera")". Ah, dimenticavo: tranquilli/e... Sono consapevole del fatto che, per dirla con Indro Montanelli, "noi giornalisti scriviamo sull'acqua e abbiamo una vita effimera, come le farfalle". Infine: devo forse sottolineare che questo blog non è una testata giornalistica e che viene aggiornato senza alcuna periodicità ? E pure che, pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della L. n. 62 del 7.03.2001? Scriviamolo, visti i tempi che corrono...
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Nome: Marco Brando
Un ex giornalista di provincia ... Ora tornato nella metropoli (beh, Milano - nel suo piccolo - lo è)
:-)
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| Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: OPINIONI - data: 2007-03-30 |
« Puglia in-difesa » ? Per un trattinola regione può non perdere la faccia |
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Purtroppo non ho potuto partecipare al convegno svoltosi l'altro giorno a Barletta sulla « Puglia indifesa » . Condivido quello che ho letto sul « Corriere del Mezzogiorno » : « C'è una Puglia da salvare. E bisogna far presto. Ci sono emergenze per le quali il tempo sta scadendo » . Al centro c'erano tre casi eclatanti: il mosaico pavimentale di Otranto, l'abbazia benedettina di Kàlena a Peschici e il fiume Ofanto. Mi ha sollecitato molto soprattutto la preoccupazione per il destino del mosaico di Pantaleone nella Cattedrale di Otranto: non tanto perché è il più famoso tra quelli cui stato dedicato simbolicamente il dibattito, quanto perché mi ha colpito fin da bambino, quando, negli anni Sessanta, tenendo per mano mio padre, mi capitò di vederlo per la prima volta. E mio papà mi raccontò quanto era antico, quanto era legato ad un evento tragico e anche quanto evocava, con i suoi disegni, tante storie fantastiche, che io allora pensavo potessero esserci solo nella favole. Non ho mai cancellato quei ricordi. Se si riuscisse a salvarlo i nostri figli e i nostri nipoti potrebbero in futuro provare la stessa sconvolgente meraviglia che provai io quando avevo 8 anni. E sarebbe per loro un regalo bellissimo.
Bari |
IL PUNTO |
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di Marco Brando Gentile signor Bruno, io ho assai apprezzato quel convegno. Prima di tutto per il titolo, che non era semplicemente «Puglia indifesa». La seconda parola era «in-difesa», col trattino. È importante? Certo. Come i punti. Pensi, a proposito di favole, al proverbio « Per un punto Martin perse la cappa » . La storia è questa: fra Martino aspirava a diventare priore e a meritarsi la relativa cappa. Un giorno fu incaricato di scrivere sul frontone del suo convento questa epigrafe: « Porta patens esto. Nulli claudator honesto » . Significa: « La porta sia aperta. Non sia chiusa ad alcun uomo onesto » . Martino sbagliò e mise il punto dopo la parola « nulli » . Scrisse: « Porta patens esto nulli. Claudator honesto » . Traduzione: « La porta non sia aperta a nessuno. Sia chiusa all'uomo onesto » . Per quel punto fuori posto Martino non fece carriera. Il rischio è che oggi molti importanti beni ambientali, artistici e culturali pugliesi malgrado i tanti proclami perché siano aperti a sempre maggiori flussi di turisti forestieri e pugliesi restino chiusi o inagibili oppure rischino il degrado. Il « punto » sbagliato? Spesso in Puglia ( e non solo, ovvio), non si riescono ad attivare concreti progetti di tutela e di promozione. Il messaggio reale che arriva agli aspiranti vi sitatori è quello che, involontariamente, fra Martino scrisse sul portone del convento. Passando dai proverbi alla realtà, l'antichissima abbazia di Kàlena è chiusa da tempo immemorabile, il fiume Ofanto è ridotto ad un rigagnolo maleodorante, il mosaico di Otranto si sta consumando, dato che la gente vi scalpita sopra da secoli. Sono alcuni esempi scelti dagli organizzatori del convegno ( il Centro studi normanno svevi diretto dal professor Raffaele Licinio, il Comune di Barletta e lo storico medievista Franco Cardini), ma se ne potrebbero citare molti altri. Così tornando al punto, anzi al trattino, « Puglia in-difesa » può significare sia che è senza difesa ma pure che è in posizione di difesa. In un convegno come quello dell'altro giorno, in cui alcuni professori universitari hanno scelto di « fare politica » nel senso migliore del termine, lascia ben sperare sulla seconda interpretazione. Di certo difendere il nostro patrimonio culturale è legittimo. Alzare un po' la voce, di fronte all'overdose di notizie su vallettopoli e dintorni pure. Tanto è vero che a Barletta alla fine si sono alzati due assessori di Otranto pronti a darsi da fare per salvare, come ha suggerito Cardini, quel favoloso mosaico che vorremmo lasciare ai nostri figli, nipoti e pronipoti. |
| Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: OPINIONI - data: 2007-03-29 num: - pag: 16 |
Ai ragazzi di Ruvo diretti in Slovacchiaricordate pure la speranza di Jan Palach |
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Vorrei segnalare l'esperienza che stiamo svolgendo nella nostra scuola: 15 studenti del III anno degli indirizzi Igea, Mercurio e Iter presso l'Itc « Tannoia » , sede di Ruvo di Puglia, si preparano a partire per la Slovacchia il 16 aprile . Accompagnati da due docenti, realizzeranno la seconda fase dello scambio linguistico e culturale con la scuola « Obchodnà Akademia sv. Tomàsà Akvinskenho » di Zilina, cittadina a 200 km dalla capitale Bratislava, nell'ambito del progetto linguistico Comenius 1. Il gruppo rientrerà in sede il 29 aprile. L'Itc « Tannoia » , rappresentato dal dirigente scolastico prof. Diego Aldo Colonna, ha presentato il progetto « Europa: terra d'incontri » all'Agenzia Nazionale Socrates Firenze. Si mira a sviluppare una consapevole percezione del mondo e, in particolare, dell'Europa nella sua complessità e varietà, ad armonizzare culture e persone e a promuoverne l'integrazione; soprattutto si punta a stimolare l'apprendimento dell'inglese, lingua veicolare per lo scambio, potenziando la capacità linguistica e comunicativa dei partecipanti. Inoltre l'iniziativa costituisce una preziosa occasione per approfondire la cultura di un Paese europeo ancora poco conosciuto, come la Slovacchia. Giacoma Stasi Docente referente del progetto Ruvo di Puglia IL PUNTO Gentile professoressa Stasi, lei aggiunge: « La prima fase dello scambio si è appena conclusa con la visita a Ruvo degli alunni della scuola partner, accompagnati dai docenti Milos Bozek, Alena Hancinova e Dominika Holovicova. I 15 alunni slovacchi sono stati ospitati dal 4 al 15 marzo presso le famiglie degli studenti dell'Itc. Il gruppo straniero ha partecipato ad alcune lezioni e ha assistito a lezioni di storia e geografia locale in lingua inglese. Ci sono state anche alcune visite aziendali, per conoscere le realtà produttive del territorio, e culturali, per apprezzare il patrimonio storico artistico e ambientale della Puglia. L'esperienza si è rivelata per le famiglie ospitanti e per gli alunni coinvolti altamente motivante e positiva. Un'occasione di comunicazione e confronto tra cul ture di paesi diversi. Ciò ha generato grande rispetto nei confronti degli ospiti e ha arricchito quanti sono coinvolti nel progetto » . Cara professoressa, ospito volentieri questa sua nota per due ragioni: primo, perché i giornali hanno il dovere di raccontare anche ciò che va bene nella società e quindi anche nella scuola, di cui ultimamente si scrive solo a proposito di bullismo, come se fosse la regola e il resto l'eccezione; secondo, perché permettere ai giovani ( e agli adulti) di conoscere direttamente la realtà di altri Paesi, a cominciare da quelli appena entrati nell'Ue, è un'esperienza insostituibile. Ciò che può apparire lontano ed estraneo diventa con la conoscenza personale familiare e vicino. Insom ma, si determina una ricaduta fondamentale: si capisce che ogni « diversità » non è una minaccia ma un'occasione di arricchimento. Infine, mi viene in mente un ricordo: quando avevo 14 anni e andai per la prima volta all'estero, in Gran Bretagna, occorreva ancora il passaporto. Oggi le frontiere sono cadute; persino quelle con la Slovacchia, che nei miei ricordi di ragazzino associo alla Cecoslovacchia, alla dittatura comunista negli impenetrabili ( allora) Paesi dell'Est. Soprattutto torna spesso nei miei ricordi di adulto una ragazzo cecoslovacco: Jan Palach, ventenne, che il 16 gennaio 1969 si dette fuoco a Praga, in piazza San Venceslao, per protestare contro la repressione sovietica della « Primavera » . Morì tre giorni dopo. A me sembra ieri. Ai suoi studenti sembrerà un'eternità. Però è anche grazie a quella « speranza lanciata nel cielo di Praga » , come ha cantato Francesco Guccini, se oggi possono abbracciare gli amici slovacchi. Ricordateglielo. Ne vale davvero la pena. |
<SUD EST> A MILANO
Domenica 25 marzo
a Milano
presentazione del libro
"Sud Est. Vagabondaggi estivi di un settentrionale in Puglia"
di Marco Brando
presso lo spazio eventi
dell'Associazione Regionale Pugliesi - Via Pietro Calvi,29
Milano con inizio alle ore 16,30.
Intervengono:
Riccardo De Corato - Vice Sindaco di Milano -
Dino Abbascià presidente A.R.Pugliesi -
Agostino Picicco responsabile culturale A.R.Pugliesi -
Gianbattista Quaranta avvocato
Discuterà con l'autore : Marina Cosi di Rainews24
Seguirà degustazione prodotti tipici pugliesi
Invito estendibile
Associazione Regionale Pugliesi
Coordinamento eventi e manifestazioni
info 347.4024651
GALLINE TALEBANE

Beh, ho letto questa osservazione a proposito delle liberazione
di Mastrogiacomo ("Andrea's version" sul Foglio di ieri):
"... a parte i cinque tagliagole di nuovo in giro, che va bene l’uovo oggi, ma c’è sempre quel dilemma sulla gallina che incombe ..."
... Farebbe pure ridere, lo ammetto, se non facesse quasi piangere ...
Le galline (e i galli) talebani incombono eccome
ANNIVERSARI
Strage a Sharpeville
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I SOGNI DI DANIELE

Qual è il passaggio che mi ha colpito di più nel racconto
che Daniele Mastrogiacomo ha firmato su Repubblica di oggi,
a proposito del suo sequestro?
Questo, in cui racconta delle sue notti durante la prigionia:
"Sogno, sogno in continuazione, io che non li ricordo mai.
Sogno mia madre che mi dice di tornare.
Sogno mio padre, morto l'estate scorsa, che mi dice che mi sta aiutando.
Lui, che è stato un marinaio, provoca tempeste di sabbia, di pioggia, fa bucare per tre volte di seguito le gomme della jeep del gruppo selvaggio.
Sogno i miei familiari che sulla sponda opposta di un fiume mi allungano braccia e mani.
Sogno i miei figli, mia moglie, i miei fratelli e sorelle..."
Magari c'è chi è stato colpito da altri brani.
Io però penso che avrei sognato qualcosa di simile, nella stessa situazione ...
Beh, Daniele, ben tornato.
Ora abbi cura di te, dei tuoi cari ... e dei tuoi sogni

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Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: OPINIONI - data: 2007-03-08 num: - pag: 18 |
Tra crisi politiche e risse parlamentariè ora di abolire la parola «onorevole» ?
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Di fonte al triste spettacolo che ha dato il Parlamento in occasione della recente crisi di governo, con cori da stadio ( il che è tutto dire, visti i tempi...), lanci di carte, senatori a vita ultraottantenni costretti a presidiare gli scranni, viene un po' di rabbia osservando con quanta insistenza i parlamentari continuano a chiamarsi, farsi chiamare e firmarsi « onorevoli » . Vorrei sbagliarmi, però temo che il ricorso continuo, in tutte le circostanze, a questo titolo sia una fissazione solo italiana, cara a un Paese che mette la sigla « dott. » davanti a ogni nome e cognome, indipendentemente ( spesso e volentieri) dal possesso effettivo del titolo di laurea. Non mi pare che altrove in Europa si utilizzi il titolo di « onorevole » per i propri parlamentari. Se passasse di moda e fosse abolito ci guadagnerebbero i nostri costumi. Chissà se a qualche parlamentare è mai venuto in mente di chiederne l'abolizione. Sarebbe un gesto di umiltà verso i cittadini, stanchi di politici ( di destra e di sinistra) spesso lontani dai problemi quotidiani della gente. Potrebbe essere un'iniziativa, una volta tanto, trasversale. Sono convinto che molti pugliesi, e in generale molti italiani, approverebbero. Antonio Russo Foggia
Caro signor Russo, Nando dalla Chiesa, quando era un senatore dell'Ulivo, disse di aver sempre rinunciato al titolo di onorevole: « Non è una qualifica istituzionale e mi ha sempre fatto vergognare per il senso di deferenza che si porta appresso » . Ben venga l'uniformità con il resto d'Europa, dove questo titolo non esiste fuori dall'aula parlamentare, come hanno chiesto quattro anni fa alcuni deputati guidati da Antonio Serena di An e da Giuliano Pisapia di Rifondazione comunista. Tuttavia l'iniziativa non ha avuto seguito, un po' a causa della pigrizia un po' a causa del narcisismo. |
FELICITA'
" Sii felice in questa vita
perché poi resterai morto
per un bel pezzo "
(proverbio scozzese)
Invece ...

Certo, come scriveva il caro Eugenio (Montale)
in una delle poesie di Satura,
“Si arraffa un qualche niente
e si ripete
che il tangibile è quanto basta.
Basterebbe un tangente
se non fosse
ch’è lì, a due passi guasto”

| Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: OPINIONI - data: 2007-03-16 num: - pag: 19 |
IL PUNTOdi Marco Brando |
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Tutela dell'ambiente, non conviene farci stupire « con gli effetti speciali »
Bari
Gentile signor Lorusso, è vero che i politici ( pugliesi e non solo) a volte sembrano in balìa di veri o sedicenti ecologisti che, a seconda delle zone, rifiutano spesso per campanilismo anche le più ragionevoli proposte di produzione pulita ( o meno « sporca » ) di energia. Il peresidente Vendola e l'assessore regionale all'ambiente Losappio, in verità, hanno sostenuto più volte di voler fare della Puglia un laboratorio nazionale per lo sviluppo dell'energia ecosostenibile. Vedremo se ci riusciranno, passando dalle intenzioni simboliche alla concretezza dei fatti. Viene in mente la vecchia pubblicità di un televisore. Recitava: « Avremmo potuto stupirvi con gli effetti speciali. Ma noi siamo scienza e non fantascienza! » ; poi proponeva un prodotto reale e funzionan te, efficace e, appunto, concreto. I professionisti della politica invece rischiano, in mancanza di passi avanti tangibili, di darci l'impressione di voler puntare solo sugli « effetti speciali » . Questi, com'è forse noto, sono un insieme di tec niche e tecnologie utilizzate nel cinema, nella televisione e nel teatro per simulare degli eventi altrimenti impossibili da rappresentare in maniera tradizionale: perché troppo costosi, pericolosi o semplicemente contrari alle leggi della na tura. Grazie agli effetti speciali lo spettatore ha l'illusione ottica ( e/ o acustica) che un determinato evento stia accadendo, o sia accaduto, realmente. Ma il trucco non funziona nella vita reale, dove invece per restare in tema ambientale l'inquinamento, i cambiamenti climatici, il costo dell'energia, le implicazioni internazionali legate all'approvvigionamento sono davvero fatti concreti.Così anche in Puglia sarebbe utile dimostrare alla gente che la lotta contro gli sprechi d'energia ( o d'acqua o di materie prime contenute nei rifiuti domestici, eccetera) è importante quanto la costruzione di centrali elettriche non inquinanti. L'Enel ha offerto a qualche piccolo comune italiano, anche in Puglia, lampade a risparmio energetico da usare per illuminare strade e piazze, così da consentire alle avare casse dei municipi qualche risparmio. Ma se tutti noi usassimo lampadine del genere in casa, a parità di resa contribuiremmo davvero alla diminuizione dell'inquinamento e di tutto il resto. Si dovrebbero fare campagne pubbliche serie su questo fronte, a comunciare da Comuni per arrivare alla Regione. È possibilissimo e alla portata di tutti. Politici inclusi.Senza alcun rischio di suscitare proteste e di perdere consensi. |
CORRIERE DEL MEZZOGIORNO - 03/03/2007
A Bari un corso di approfondimento a cura del Centro di studi normanno-svevi diretto da
Lezioni di storia per guide turistiche,
la scommessa vinta dall’Ateneo

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In una Puglia che - come scrivono in politici in politichese e i burocrati in burocratese - «aspira a fare del turismo in volano dell’economia», l’idea di garantire una formazione adeguata alle guide turistiche può apparire banale. Perché è seccante (e controproducente) una guida che non sa distinguere tra Medioevo «alto» e «basso» o all’oscuro della differenza tra Svevi e Normanni; oppure capace di dire che Castel del Monte custodisce l’inesistente Sacro Graal e che Federico II è l’ultimo dei faraoni (storielle diffuse in certi circoli esoterici ma in grado di diventare «verità» grazie anche alla complicità di vari mass-media). Tuttavia in Puglia corsi dedicati a questo genere di idee, in apparenza scontate, non ce ne sono stati o quasi. Così il Centro di studi normanno-svevi dell’Università di Bari, diretto dal professor
Il corso (che costa 120 euro, un vero «prezzo politico») è articolato in sette incontri. Ieri pomeriggio, dalle 16 alle 19, il professor Licinio ha svolto la prima lezione, dedicata a «Il sistema dei castelli in Puglia». «Archeologia dei castelli pugliesi» è il tema che sarà affrontato dal professor
«Stanno partecipando con grande entusiasmo guide turistiche di varia estrazione, soprattutto in rappresentanza di cooperative che si occupano di questo delicato settore», ha commentato ieri il professor Licinio dopo la prima lezione. «A Bari esiste il corso di laurea in Beni culturali - ha aggiunto - ma poi occorre l’esperienza sul campo. A quanto pare nel settore si sentiva davvero la mancanza di occasioni per approfondire le proprie competenze e conoscenze. Un’occasione che non era offerta da nessuno. Ora ci stiamo provando. E, visto il successo, pensiamo di replicare l’esperienza, anche in altri campi».
Giorgio Gaber nel 1972 cantava «un’idea, un concetto, un’idea, finché resta un’idea è soltanto un’astrazione. Se potessi mangiare un’idea, avrei fatto la mia rivoluzione». Il Centro studi normanno-svevi, «nel suo piccolo», sul fronte della formazione delle guide turistiche pugliesi sta provando a fare la sua rivoluzione. E gli auspici sono ottimi.
Marco Brando
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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2007-03-08 num: - pag: 12 |
I cattolici e il «ritorno» del cilicio Messori: meglio che fare palestra
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Il poeta Rondoni: la società ne impone di peggiori. Socci: gesto d'amore
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Ps: no comment...
A INNSBRUCK !!!
Dienstag / martedì, 24.04.07, 20:00 kulturgasthaus bierstindl, Klostergasse 6,
Sprache: Italienisch & Deutsch / lingua: italiano & tedesco Eintritt frei / ingresso libero Eine Veranstaltung des Italien-Zentrums in Zusammenarbeit mit dem kulturgasthaus bierstindl und dem Italienischen Kulturinstitut Innsbruck Una manifestazione dell’Italien-Zentrum in collaborazione con il kulturgasthaus bierstindl e l’Istituto italiano di cultura Innsbruck Wir danken den StudentInnen der Italianistik (Institut für Romanistik der LFUI), welche im Rahmen der Lehrveranstaltung „Übersetzung in die Muttersprache“ unter der Leitung von Dr. Elisabeth Muigg Marco Brandos Texte ins Deutsche übertragen haben./ Ringraziamo gli studenti di italianistica (Istituto di romanistica della LFUI) e la loro insegnante Dr. Elisabeth Muigg per la traduzione dei testi di Marco Brando in lingua tedesca.
Marco Brando
SUD EST Vagabondaggi estivi di un settentrionale in Puglia
Südost Sommerliches Vagabundieren eines Norditalieners in Apulien
Es gilt, gemeinsam mit Marco Brando durch eine der südlichsten Regionen Italiens – Apulien – zu „vagabundieren“. Mit den „Augen eines Nomaden“ beschreibt Brando, ein aus Genua stammender Journalist beim Corriere del Mezzogiorno (dem südlichsten Ableger des Corriere della Sera), vom Massentourismus weitgehend noch unberührte Gegenden Apuliens. Indem er den Fokus auf die kleinen Orte und ländlichen Gebiete Apuliens legt und sie mit denen des italienischen Nordens vergleicht, gelingt es dem Autor, weit verbreitete Vorurteile gegenüber dem „rückständigen“, ländlich geprägten Süden zu entkräften. Marco Brandos Streifzug gleicht einer nicht unkritischen Liebeserklärung an seine Wahlheimat, einer wunderschönen, aber auch komplexen Region. SUD EST nasce da un‘inchiesta giornalistica di Marco Brando condotta sulle pagine del «Corriere del Mezzogiorno», dorso di cronaca pugliese distribuito col «Corriere della Sera», nel corso delle estati 2004 e 2005. Lo scopo è quello di descrivere e raccontare - con spirito critico e una buona dose di ironia - luoghi più o meno turistici, personaggi di ieri e di oggi, fenomeni di costume, radici storiche, pregi e difetti della Puglia (estiva e non solo) e dei pugliesi. Marco Brando, genovese di nascita e milanese d’adozione, emigrato a Bari da qualche anno (lavora al «Corriere del Mezzogiorno»), presenterà tramite il suo libro a Innsbruck i suoi vagabondaggi estivi in terra pugliese. “Lazzari felici”- Ein Abend neapolitanischer Gesänge, eine Zeitreise von Orlando di Lasso bis Pino Daniele („Lazzari felici“ - Una serata di canzoni napoletane, un viaggio nel tempo da Orlando di Lasso a Pino Daniele) Im Anschluss an Marco Brandos Reise durch Apulien entführen wir Sie mit dem bekannten Tenor Wolfgang Bünten und seinen Musikern anhand eines breit gefächerten Repertoires an neapolitanischen Gesängen durch die Jahrhunderte hindurch in die egenüberliegende Region Süditaliens. In seguito al viaggio in Puglia di Marco Brando Vi portiamo - assieme al conosciuto tenore Wolfgang Bünten e i suoi musicisti e attraverso il loro vasto repertorio di canzoni napoletane - nella regione meridionale opposta, “viaggiando” nel tempo. Besetzung / interpreti: Wolfgang Bünten, Gesang / canto Hermann Schwaizer Riffeser, Mandoline & Gitarre / mandolino & chitarra Martin Öttl, Gitarre / chitarra Helmut Sprenger, Klarinette / clarinetto Walter Singer, Kontrabass / contrabasso
Link: http://www.uibk.ac.at/italienzentrum/pdf_ss_07/focus_sud_sud_est_24_und_25_04_07.pdf

| Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: 1CULTURA - data: 2007-03-07 num: - pag: 12 |
CARLA RUFFINI A BARI« Penso dunque produco »La filosofia entra in azienda |
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« Le condizioni di vita degli uomini influiscono molto sulla loro filosofia, ma d'altra parte la loro filosofia influisce molto sulle loro condizioni » . Lo scrisse Bertrand Russell.Un concetto che se vale in generale ( pure quando non ci rendiamo conto di farvi ricorso) vale anche in situazioni e contesti circoscritti. Persino nell'impresa: intesa come luogo fisico di lavoro; ma pure come come luogo mentale ove s' « intraprende » , cioè ci si accinge a produrre qualcosa e ci si organizza mentalmente per ottenere un determinato risultato. Cosicché la filosofia o meglio, l'atteggiamento filosofico può trovare spazio nello stesso regno della pratica: la fabbrica, l'azienda. E quale può essere il più azzeccato archetipo della « fabbrica » se non un'azienda che forgia l'acciaio? Infatti oggi alle 16.30 il dibattito sul tema « Fare impresa con filosofia » sarà ospitato da Tecnoacciai, azienda barese nata nel 1984 per volontà della famiglia Bevilacqua e diventata in poco tempo leader nel settore degli acciai speciali e inossidabili applicati nell'industria meccanica e impiantistica. L'iniziativa è stata organizzata dal Club delle Imprese per la Cultura di Confindustria Bari. Si tratta di una conversazione tra gli imprenditori e Carla Ruffini, esperta di orientamento e consulenza di carriera, una delle autrici del libro Fare cose con la filosofia ( Apogeo Editore, 2005). L'incontro fa parte del ciclo di eventi « Cultura in produzione » , che vogliono si legge nel comunicato degli industriali « far entrare la cultura nelle aziende per avviare un processo di avvicinamento e felice contaminazione tra i mondi della cultura e dell'impresa » . Marco Brando |
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Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: OPINIONI - data: 2007-03-03 num: - pag: 16 |
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C'è chi è stufo dei politici che s'insultano
e pensa, per ora..., di cambiare canale
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A dar credito a tale professor Andrew Oswald , economista inglese, la salute mentale degli italiani è la peggiore di Europa, riferita quantomeno ai politici. E questo vale tanto per il centro che in periferia e quindi anche nella nostra beneamata Puglia. Oswald ha sentito l'urgenza di comunicarlo al Financial Times . Naturalmente documentando le crisi di governo che si risolvono anche consultando i medici, per valutare le possibilità di guarigione degli illustri senatori( e quindi la possibilità di voto, ma questo lo dico io). Per lo più il suo studio si riferisce alle espressoni verbali dei politici nostrani. Prodi: « Ormai siamo un Paese impazzito » . D'Alema: « Siamo un paese di matti » . Turigliatto, salito agli « onori » dell'ultima crisi di governo: « Non sono un folle » . Con tutto il rispetto per l'insigne studioso inglese, quanto lui asserisce nel suo studio si riferisce più che altro ad un vezzo verbale; e la sua ricerca non poteva sfociare poi in valutazioni psicologiche ( del tipo: mancanza di autostima da parte nostra, abitanti del Belpaese; insonnia; depressione, eccetera) che non sono di sua competenza. Insomma, niente in contrario che all'estero si preoccupino della nostra salute mentale, però sarebbe preferibile che a farlo fossero i medici e psicologi, non gli economisti. Mimmo D'Aloia Bari
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1 Marzo 2007
Consumi energetici enormi per la casa di Al Gore